Alcuni servizi sospesi, militari al lavoro ma senza paga e civili statunitensi a casa: gli effetti dello shutdown americano sono evidenti alla base aerea di Aviano, nel pordenonese. Il governo federale degli Stati Uniti d’America ha infatti sospeso tutte le attività amministrative non essenziali; una procedura non così rara, anzi, che scatta ogni qual volta il Congresso non riesce ad approvare la legge di bilancio, che contiene il rifinanziamento delle attività amministrative. E così, alla base Usaf della città del Friuli occidentale, i primi segni sono evidenti: nel sito dell’Aviano Air Base si legge: ‘’Il 30 settembre sono scaduti gli stanziamenti più recenti per il Dipartimento della Guerra. Il personale militare continuerà a svolgere il normale servizio senza retribuzione fino a quando una risoluzione o degli stanziamenti non saranno approvati dal Congresso e trasformati in legge. Il personale civile non impegnato in attività eccezionali sarà posto in uno stato di non lavoro e non retribuito’’. Arriva così lo stop agli acquisti non essenziali, e il taglio alle spese comincia a preoccupare le migliaia di persone che all’interno della base prestano servizio. E non è la prima volta che lo shutdown crea disagi e apprensione ad Aviano: basta tornare indietro di poco, allo scorso marco, per ritrovare una situazione simile, quando erano state bloccate per un mese le carte di credito governative americane dei dipendenti in seguito ai provvedimenti di Elon Musk. In quel caso bastò però un mese per ritornare alla normalità; la speranza quindi è che si possa arrivare, anche questa volta, ad una soluzione in tempi brevi. E spostandosi di regione, le conseguenze dello shutdown, almeno per il momento, sembrano non aver interessato l’altra base Usa del Nord-Est, la caserma Ederle di Vicenza.
Sospesi i fondi
231
PROVINCIA: PORDENONE
articoli precedenti
