Massimo Donadi, dall’IDV a ”Diritti e Libertà”

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Si chiama ‘Diritti e liberta” il movimento fondato da Massimo Donadi e gli altri fuoriusciti dall’Italia dei valori. “Sara’ il primo partito a energia pulita, che non chiedera’ mai il finanziamento pubblico”, ha assicurato Donadi, portavoce del movimento, nel corso di una conferenza stampa alla Camera con Aniello Formisano, che sara’ capogruppo e portavoce della componente a Montecitorio, Stefano Pedica, Giovanni Paladini e Gaetano Porcino. Obbiettivo della formazione politica, e’ “rafforzare il centrosinistra”, ha chiarito. Proprio in direzione di un’alleanza con il centrosinistra , ha spiegato Donadi, “partecipiamo alle primarie e abbiamo dato indicazioni di voto per Pier Luigi Bersani, perche’ crediamo non solo che sia una persona che ha la capacita’ di assumersi responsabilita’ di governo, ma anche che sia l’unico in grado di federare il centrosinistra. Dunque chiederemo di aprire un confronto con il vincitore delle primarie e ci sara’ una richiesta formale di partecipazione e adesione alla coalizione”. “Noi crediamo che una coalizione Pd-Sel sia un incompiuto, c’e’ una storia antica che parte dal Partito d’Azione che non puo’ non avere una sua rappresentanza nel centrosinistra. Stara’ a noi meritare il consenso degli elettori”, ha insistito. Per esempio “ho gia’ parlato con Nicola Zingaretti e ho trovato ampia disponibilita’ ad avere il nostro tra i movimenti che lo sosterranno alle elezioni regionali”. Sul simbolo di ‘Diritti e liberta’ compare non solo il Tricolore, ma anche l’arancione caro al movimento dei sindaci progressisti. “E’ finita’ l’eta’ dei partiti personalistici, dell’uomo solo al comando in cui non c’e’ democrazia. La legge elettorale vigente e’ la prova che chi non ha democrazia al proprio interno non puo’ produrre democrazia nel Paese”, ha sottolineato Donadi. “Il nostro e’ un partito che mette avanti il progetto di squadra, di collettivo. Il nostro e’ uno dei pochi partiti che nascera’ non avendo nessun nome di persona nel proprio simbolo – ha precisato – non ha un presidente, un segretario, ma ha un portavoce. La politica non si fa con i leader carismatici e i salvatori della patria, ma con persone che lavorano 12 ore al giorno alla scrivania”. Detto questo, “non sara’ un movimento di ex combattenti. Verso il partito in cui ho militato per 12 anni ho solo rispetto e affetto, non sopporto gli ex rancorosi”, ha chiarito Donadi. Nel nome del movimento c’e’ di fatto anche il programma. “Quella di ‘diritti e liberta” e’ una scelta non casuale ma che chiama in gioco direttamente i principi fondamentali della Costituzione e noi vogliamo essere un partito della Costituzione, vogliamo identificare fortemente la vita di questa forza politica con la battaglia per la sanita’ pubblica, per i diritti civili, per uno Stato fieramente laico”, ha detto ancora Donadi. Sara’ anche un partito che fara’ della moralita’ un punto d’onore. Oltre a vivere solo di finanziamenti privati, “non candideremo mai chi e’ stato condannato anche solo in primo grado o daremo incarichi di governo anche solo a chi e’ stato rinviato a giudizio. Diritti e liberta’ presentera’ le proprie liste alla Camera e il Senato, ma siamo tutti senza rete. Non siamo usciti dall’Idv per andarci ad accomodare in posizione garantite”. (AGI)

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